Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo. (Gandhi)
È evidente che oggi nel mondo vi sia una grande disarmonia di fondo. Imprese, societa e consumi, sono fattori sempre più condizionati da politica, grande finanza e globalizzazione dei mercati. L'intricato sistema socio economico, fa sentire le persone sole e senza punti di riferimenti chiari. Ma una società per uscire dai suoi cicli negativi, ha bisogno di tanti singole consapevoli menti fiduciose delle proprie reali risorse, quanti sono i cittadini.
Maggiore sarà il numero di queste persone aperte al cambiamento e non più vittime della paura del futuro, minore sarà il tempo di ulteriore sofferenza economica. Non mancano i soldi per riprendere un nuovo cammino, mancano progetti strutturati e seri, fatti con criteri solidi e da gente mentalmente e imprenditorialmente stabile. Questi progetti, necessitano in vari settori dalle grandi opportunità. Ricerche ad hoc in vari settori lo dimostrano.
Più elevata sarà la conoscenza di nuovi sistemi di una nuova economia nascente (in parte già esistente in più ambiti), più fiduciosa sarà la consapevolezza delle proprie risorse e ognuno del proprio potere, tanto prima e più immediato sarà il risveglio di una nuova società.
Guai in questi momenti storici, a lasciarsi andare all'idea di farsi guidare da una qualsivoglia persona o oligarchia che sia. Una grande coscienza civile individuale, e una responsabilità nel realizzare le proprie attitudini in un sistema di rete, aiuta cittadini, imprese e ambiente. Una nuova economia di fatto si deve imporre, e questa può solo partire dalla base di ogni comunità piccola, media o grande che sia.
Costruire ad esempio una serie di reti di imprese, è una grande occasione da coltivare culturalmente. Rivedere in chiave positiva il consorzio di imprese, il gruppo di acquisto, il concetto di cooperativa, l'azionariato diffuso, e altre similari iniziative, sono fattori da non sottovalutare.
Su questi temi ormai esiste una vasta letteratura, che può offrire tantissime idee e opportunità a tanti piccoli imprenditori. Questi sistemi, permettono a tante aziende di posizionarsi in tantissime nicchie di mercato nel mondo. L'interdipendenza delle competenze e delle specializzazioni si possono costruire anche ad hoc di volta in volta, per precisi progetti in vari mercati.
Non intendo ora in questo ambito analizzare il tema della rete di impresa già molto dibattuto in vari ambiti, ma vediamo in sintesi qualche punto essenziale per vedere nuove opportunità. Si intende per rete di imprese, un insieme di più entità economiche autonome, che si connettono e si coordinano con un processo decisionale congiunto, per obiettivi di precisi mercati per ogni progetto.
Questo approccio ben strutturato in funzione di scopi ben identificati, offre tante nuove opportunità di sbocchi anche a nuove eventuali professioni. Questo comporta per tutti una grande occasione di abbattimento di sprechi interni, e fa nascere una grande competitività di tipo nuovo in settori molto specifici. Non solo, tantissime professioni tradizionali, possono diventare elementi di supporto incredibile sia per la nascita, sia per la gestione, sia per lo sviluppo.
Le reti di imprese portano a costruire una rete vantaggi strutturali per tantissime realtà, offendo opportunità di grande specializzazione a tante iniziative, di opportunità di cooperazione strategica e produttiva, di riduzione dei costi, di opportunità di sviluppo di nuove competenze e conoscenze dal punto di vista strategico.
La rete, rende ogni impresa anche più reattiva agli impulsi dei bisogni di vari mercati interni e anche internazionali, difficilmente raggiungibili singolarmente. In tal modo ognuno protegge più facilmente anche il proprio know how, e si ampliano le verticalizzazioni di competenze specificiche e specialistiche interne. Si possono creare diverse occasioni che vanno dal turismo, alla moda e a tantissimi altri settori anche del manifatturiero.
Ogni cosa ha in sé bene e male chiaramente, ma non cogliere tale opportunità, sarebbe un peccato. Tra l'altro, questo comporterebbe anche da parte dello Stato una maggiore attenzione alle politiche industriali tanto abbandonate finora, e comporterebbe anche a banche e assicurazioni nuove opportunità in vari ambiti.
Queste reti, basandosi ognuna sullo scambio di conoscenza del proprio know how. Portano ad avere prodotti competitivi con una grande riduzione degli investimenti per singolo imprenditore, il quale, potrebbe entrare anche in mercati dove le barriere di ingresso sono alte, occupando precise nicchie.
La rete di imprese, trasformando i costi fissi in variabili, fraziona il rischio ed aumenta il fatturato per addetto, questo non è cosa da poco. Diffondere tale cultura in modo cobpncreto e approfondire questo tema delle reti in maniera ampia più di quanto già non si faccia, sarebbe di grande utilità.
Ogni mente puó affidarsi alla forza e alla saggezza che ha per natura in sé stessa. Nessuna mente è sola, e tutte appartengono ad una cultura che se finirà è sopravvissuta un motivo ci sarà. Imparando ognuno a capire il linguaggio della ciclicità che la realtà ha come caratteristica intrinseca, permette di affrontare qualsiasi momento di transizione più o meno lungo.
Ogni società se non si disgrega ripiegandosi su sé stessa lamentandosi e trovando ciò che non va negli altri, prima o poi trova la strada giusta per cambiare prima possibile il corso delle cose, e passare dal ciclo vizioso a quello virtuoso.
Le grandi multinazionali hanno un grande potere, ma la coscienza civile del bene comune di ogni cittadino, ha un potere immenso. Basta essere consapevoli e seri professionisti ognuno nel suo piccolo, sapendo però di appartenere ad una sola unità. L'umanità com corpo unico in armonia con ambiente e sempre attento alla ricerca continua dell'equilibrio delle cose.
Viviamo un tempo dove mentre da un lato abbiamo l’abbandono apparente delle visioni totalizzanti e delle legittimazioni dei poteri forti; dall'altro, vi sono i governi che tendono a rafforzare i loro centri di potere politico e finanziario, ma intanto sono molte le opportunità che di stanno creando.
Tutti i vecchi burocrati sono preoccupati di perdere i privilegi che si sono costruiti in un preciso momento storico, dove cause e condizioni erano favorevoli per chi si trovasse a suo tempo, al posto giusto nel giusto momento. Costoro, ora stanno cercando di continuare a governare, pensando di smuovere tutto senza cambiare davvero nulla.
Tanta è la classe dirigente che abbaia senza saper offrire rotte precise ed adeguate ai tempi, e senza saper indicare ai naviganti destinazione e porti da toccare. Risvegliarsi e vedere come una lezione questo sonno disturbato è una necessità per non tentare di fermare inutilmente il tempo.
In questa situazione articolata, ognuno fa quel che può a modo suo; chi non può, la solitudine l'attanaglia e spera che la nave non affondi. Tutti sappiamo tra l'altro, che nel malaugurato caso che qualcosa dovesse accadere in peggio, le scialuppe è evidente che non bastano per tutti.
Non è tempo di regimi totalitari, non è questione di lotta di classe, non è lo sfacelo totale. Tuttavia, vi è un disordine che agevola totalitarismi, le classe sociali sono variegate e senza una vera identità, e lo sfacelo pur non essendo tale in realtà, regna come paura concreta sempre più in molti cittadini. Non mancano ciechi e sordi che fingono di nulla. Ma questo pianeta, non ha mai abbandonato i suoi figli.
L'uomo per sua natura, da sempre trova e sperimenta percorsi e vie d'uscite. Egli se agisce con attenzione e responsabilità, sa che tutto ha un suo ciclo, e ad ogni livello della scala sociale, in tanti non s'arrendono davanti alle difficoltà. Non sono eroi, sono solo persone che in vari ambiti socio economici e culturali, agiscono non solo riuscendo a pensare a sé stessi in chiave positiva.
Questi, con naturale predisposizione, si muovono cercando anche di immaginare un futuro da costruire come comunità migliore ogni famiglia, quartiere, città, provincia, regione, nazione o continente. Ognuno di questi grandi uomini o donne, agisce in positivo in quell'ambito che gli è più congeniale. Basterebbe solo che si parlasse di più dei loro atti, e in tanti altri non si sentirebbero soli.
Questi invisibili portatori di pace e sviluppo, li vedo nelle fabbriche, negli uffici e in tantissime imprese di vari settori. Grazie anche alle tecnologie che ci permettono una comunicazione globalizzata, fluida e veloce, ciò che emerge dei nostri tempi, è comunque una cultura fatta sempre più a prevalenza di visioni molteplici e spesso troppo relativistiche. Ma questo non vuol dire disunità.
Questo non deve spaventare, basta solo saper governare almeno se stessi e non disperare. Basta solo creare vari progetti, e smantellare con perizia e responsabilità, gli orticelli di tanti piccoli, ma solidi poteri garantiti, che sono dispersi qua e là tra le varie burocrazie.
Ognuno attraverso il suo piccolo operare con ciscienza e responsabile competenza, non da solo, può combattere quelli che sono solo piccoli e grandi centri di potere che vivono in una posizione privilegiata che può sempre diventare precaria.
Bisogna avere determinazione, pazienza e perseveranza. È chiaro che questi faranno di tutto per non perdere i privilegi acquisiti. Progetti chiari, ed educata spietata ragionevolezza, sono certo che faranno cambiare ancora più velocemente il mondo, evitando inutile violenze dalle conseguenze idiote.
Queste anime privilegiate e trasognanti che vivono fuori dal mondo, li troviamo un po' ovunque, sono nel sindacato, tra molti industriali, e nelle classi dirigenti di ogni settore pubblico e in particolare nelle grandi aziende e nella finanza. Vi sono poi chiaramente politicanti e politici, e non mancano coloro che la rendita acquisita in passato o anche solo ereditata, la vedono come fonte di sicurezza passiva, da godersi o quantomeno solo da proteggere.
Il nuovo mondo non ha bisogno di loro, la cultura sempre più radicata nelle più ampie fasce sociali deve allargarsi sempre di più. Attenzione permanete, coscienza individuale e sociale, e maturità devono essere sempre più argomenti di pedagogia in ogni scuola di base fin dalla tenera età.
Chi vive di rendita e si sente garantito per qualche motivo, ovverosia non si applica a capitalizzare e creare valore e nuova ricchezza con idee e progetti, non sarà punito dalle classi subalterne, ma semplicemente sarà depredato dai suoi simili più attivi e audaci sparsi nel mondo, e da quelli più attivi presenti nella finanza e nelle politiche economiche.
Il motivo che ci impone a tutti una maggiore azione di squadra è uno solo. Il mondo gira in modo diverso dai secoli scorsi, e solo una costruzione di una rete di relazioni e di partnership può garantire uno sviluppo meritocratico e meno stupido possibile.
Oggi quelli che un tempo in una nazione potevano sentirsi ricchi, non possono più sentirsi tranquilli, l'avidità di chi è più ricco di loro può annientarli in un baleno. Basta una qualche legge o qualche gioco della borsa o delle valute, e il gioco è fatto. I nuovi poveri non sono ignoranti devoti ai loro signori come un tempo, nessuno sa dove è quanti siano davvero nascosti in ogni dove di ogni nazione.
Questi spesso, sono addirittura l'ex ceto medio più o meno una volta benestante. Nessuno dei due gruppi appena citati, chiaramente appartiene ai pochissimi che detengono la maggioranza dei beni della terra.
Sono i grandi capitali che si concentrano sempre in meno mano, quelli che possono star tranquilli, nelle loro guerre fratricide, e in maggioranza incuranti di ogni altro fattore, non so in quanti, abbiano in mente vantaggi e svantaggi, minacce e opportunità
Oggi ci troviamo in un contesto economico e di mercato dove sono sempre di più le aziende e i consumatori, che vivono con un netto rifiuto di concepire lo scorrere del tempo in termini storici, perché ormai sempre meno la memoria sociale ha un suo peso.
La memoria storica sociale, ha avuto sempre poco peso in Italia, ma ora, lo ha forse un pochino meno di prima. Viviamo immersi in bombardamenti e ridondanze di informazioni, che occupano a tempo pieno la nostra mente e la nostra coscienza. Tutto è incentrato a far desiderare di tutto.
Facilmente dimentichiamo le promesse dei politici, facilmente dimentichiamo responsabilità una volta garantiti i nostri piccoli interessi. Facilmente dimentichiamo, in particolare in alcuni ambiti, che chi si assume ruoli di dirigenza ha poi progetti e piani da realizzare. Facilmente dimentichiamo, tuttavia non per questo siamo santi. Tutto o almeno gran parte della dimenticanza, é solo opportunismo.
Un tempo per ogni persona equilibrata, tutto era lineare e il passato serviva non poco, non era facile scovarlo, ma con un minimo di cultura e un po' di coscienza, era sufficiente quel che si trovava per correggere il tiro. Oggi non è più così , spesso dal oassato non possono sempre arrivare giusti suggerimenti e soluzioni adeguate a nuove cose che emergono.
A livello sociale invece, tranne pochi per varie motivazioni, e a parte gli storici, a dire il veto, la cultura della consapevolezza del passato, è stata sempre poco considerata come linea guida della vita politica ed economica della nazione.
Spesso il passato socialmente è stato più un'elaborazione emotiva che pensiero ragionato. Gli errori presto si dimenticano in cambio di qualche piccolo vantaggio a livello personale e poi, eventualmente per qualche familiare o amico/a.
Oggi tutto è così veloce, che spesso il tempo lineare non sempre riesce ad aiutare più come paradigma di riferimento come era prima. Oggi è diverso, viviamo in un tempo circolare, dove tutto scorre veloce in cicli diversi in ogni cosa.
Tutto a livello personale e sociale ha una causa iniziale, uno sviluppo, un apice, un declino e prima di finire è già seme per dare inizio ad altro. Oggi, il presente è prestissimo passato, vedi tecnologie e ciò che esse comportano come conseguenze.
Il momento presente o qui e ora, è così importante, che deve essere sempre vissuto con grande attenzione e consapevolezza. Esso è la base e causa del futuro, e mentre accade è già passato.
È la massima attenzione al qui e ora che crea velocemente un buon passato. Quindi è il presente che fa si, che tutto diventi fondamenta di un continuo futuro che aiuta a creare continuamente sempre prospettive più chiare. Ma tutto passa velocemente.
Oggi, più le azioni del presente sono fatte in modo consapevole momento per momento, tanto più queste permettono di arricchire le cose che maturano, anche quando durano poco. Senza mai perdere la cura del dettaglio, una visione olistica della vita in ogni sua manifestazione, lavoro, professione e piccola cosa, aiuta tutti ad offrire basi di ogni relazione, azienda e società civile.
I cicli di vita brevi o lunghi di ogni cosa che realizziamo, possono essere estremamente instabili o un po' più stabili, dipende da quanto solido è l'investimento corretto delle energie, e delle risorse, che si mettono nel raggio d'azione del momento presente. Ma tutto ciò è una cultura non semplice da far subito nostra, ecco perché crediamo erroneamente di vivere nel caos. Il caos non esiste come comunemente lo intendiamo. Vedi anche post 14 " le sfumature del caos".
Pensando ancora in modo lineare anziché ciclico e circolare, ci porta ad avere una forte propensione a vivere senza una visione di lungo termine basata su fatti concreti. Purtroppo è per questo che tendiamo a vedere tutto con un'attenzione prevalente legata all’incertezza e alla provvisorietà.
Il momento presente spesso porta a tanti solo confusione, dando la sensazione di vivere più alla giornata, che a esserne consapevoli per pianificare una strategia per un ciclo più lungo possibile. Ma imprese, professioni e nuovi mestieri, devono imparare a vedere con flessibilità i cambiamenti continui senza per questo confondersi. Ogni cosa ha un ciclo che diventa causa per una nuova prospettiva da cogliere e curare. Questo è un principio che serve per aiutare a costruire il nuovo mondo e non a vivere alla giornata.
La vita è disponibile solo nel momento presente, sta a noi decidere di voler vivere felicemente qui e ora. Non dobbiamo farci trasportare dai rimpianti del passato, e neppure dalle preoccupazioni per il futuro, o dall’avidità o dalla rabbia irrazionale.
Dobbiamo essere determinati e perseveranti ad imparare l’arte del vivere in equilibrio e sempre consapevoli di ogni azione che ci riguarda, è in questo modo che si può entrare in contatto con gli elementi creativi, vitali e salutari che esistono in noi e intorno a noi.
Volendo, possiamo certamente imparare a gestire la nostra mente per nutrire i semi di consapevolezza della realtà, per costruire pace, amore e comprensione in noi stessi. Tale approccio, aiuta anche la società nel suo insieme. Questo perché, essa sarà l'insieme di persone che individualmente si impegnano a facilitare il lavoro di trasformazione e cura della nostra coscienza.
Questo è come vedo la donna e l'uomo nuovo che saprà creare le nuove basi di nuove imprese, nuova economia e nuova società democratica.

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