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domenica 25 maggio 2014

55 - nuove coscienze

II segreto dell’esistenza umana non sta soltanto nel vivere, ma anche nel sapere per che cosa si vive. (Fëdor Dostoevskij)

     

Qualunque decisione della vita può essere presa in vari modi e dipende da tanti fattori come abbiamo avuto modo di vedere nel precedente post 54. Ma la decisione responsabile ha un grande valore ed è molto poca diffusa in tantissimi ambienti, poco curata nei programmi didattici fin dalle scuole di base, abbastanza trascurata nella vita quotidiana.

Responsabile, dal latino: [respondere] rispondere, composto di [re] indietro e [spondere] promettere, più il suffisso [-bile] che indica facoltà, possibilità. La responsabilità presuppone il monitoraggio e la scelta di comportamenti ritenuti appropriati in un dato contesto, in funzione di un impegno assunto in piena libertà con sé stesso e/o con altri. Essa senza attenzione non può essere vissuta con profondità.

Esistono diversi tipi di responsabilità in vari ambiti, i principali sono: responsabilità di guida nella leadership per chi ambisce o si ritrova a ricoprire tali ruoli; personale in contesti relazionali di vario genere attinente ai diversi ruoli sia nella sfera privata (ad esempio la famiglia), sia in quella sociale (ad esempio nell'esercizio della professione, arte o mestiere); poi abbiamo la responsabilità giuridica dovuta a ruoli o compiti istituzionali; quella patrimoniale, morale, politica, di ruolo nell'organizzazione aziendale.

Noi occidentali, siamo discreti individualisti, con la scusa della libertà, facciamo un gran casino, e spesso con la responsabilità non capita di essere sempre in perfetta sintonia. L'attenzione, che non può essere disgiunta dalla responsabilità, anch'essa è spesso un optional che pochi si permettono. 

Solo una profonda visione dell'interdipendente insito in ogni caso della vita, trovo che sia capace di aiutarci a cercare maggiore equilibrio e responsabilità senza sforzo, e contemporaneamente, può aiutarci a pensare e ad agire senza mai farci perdere la nostra vera essenza di individui. Attenzione e responsabilità, a mio avviso danno anche forte valore e consistenza a libertà e democrazia 



Il ruolo dell'introspezione

L'introspezione richiede e sviluppa attenzione, ed è un giusto strumento che ci aiuta ad entrare in contatto con il nostro grado di responsabilità. Sapersi osservare con giusto distacco ci insegna ad indagare su qualsiasi cosa della nostra esistenza. Saper guardare se stessi, ci mette in contatto con i nostri pensieri, emozioni, intenti e motivazioni, che sono alla base di tutto nelle qualità della vita. 

L'introspezione, da sola per sua natura compare spessissimo in alcune particolari circostanze della vita, ma se ci si allena (meglio se fin da bambini a scuola) il bisogno di creare quei momenti per saper gestire la mente in modo positivo aiuta molto, e il concetto di responsabilità, si forma naturalmente senza essere vissuta come a volte in alcuni può capitare, un qualcosa che strugge la cosiddetta libertà. 

Noi non abbiamo molti esempi positivi che ci possono aiutare, perché quelli che potrebbero esserlo, di solito non sono sempre famosi, o raramente amano mostrarsi in tv. La responsabilità è un qualcosa sul quale impegnarsi da soli. Quando va bene, troppo tardi si impara a saper guardare il mondo e se stessi in modo equilibrato. Cadere vittime nel bene e nel male della cultura dei propri tempi non è difficile, rari sono gli eletti che sanno essere fuori in modo critico e sereno senza perdersi.

Ci vuole tecnica e metodo, pazienza e determinazione, prima si inizia nella vita meglio è. Ma per qualsiasi età, non è mai troppo tardi. Tecnica, educazione del corpo e cultura della consapevolezza aiutano nel tempo a ridurre gli errori e gestire meglio ogni tipo di responsabilità. 

Nella storiella che segue possiamo vedere ad esempio su cosa riflettere quando non si decide in piena libertà ma si è vittime della cultura dei propri tempi e delle circostanze in cui ci si può trovare.

Un killer uccide una persona, e dopo aver compiuto la sua missione va al bar e prende un caffè. Nel suo gesto ha agito con responsabilità, vive nella pienezza, e capita che si senta magari anche importante. A suo avviso, ha solo fatto giustizia! Poi nel film della vita, si scopre che il killer è un uomo dell'intelligence che ha fatto fuori un cattivo terrorista. Il mondo davanti a noi cambia prospettiva grazie a questo inaspettato finale. Andando poi ad indagare la vita del terrorista ucciso, si capisce che egli è diventato ciò che è diventato, perché qualcuno gli ha fatto credere in un Dio giusto e buono che chiede agli uomini taluni comportamenti. Ecco perché egli si immola ... con grande responsabilità. 

I due attori principali della storiella potevano essere entrambi diversamente responsabili in una cultura diversa? Quante emozioni ci hanno creato problemi in questa storiella? Una propensione a saper indagare in se stessi per agire in modo responsabile, potrebbe aiutare ogni cultura? Avendo predisposto la giusta attenzione e responsabilità fin dagli inizi, tutto avrebbe  avuto un altro corso. In questo contesto di conflitto generalizzato e di confusione, è più di conforto appartenere ad un gruppo senza pensare, e magari dare la colpa a qualcuno se qualcosa ci crea conflitto.

Normalmente, per placare il peso della vita purtroppo, è chiaro che per economia, è molto più facile essere pronti a vedere di chi altri sia la colpa di qualcosa che a noi non va, o quando non riusciamo ad ottenere ciò che non abbiamo. Mai viene in mente la nostra responsabilità; questa solitamente quando raramente c'è, o esiste contaminata dai sensi di colpa, o la vediamo nelle persone molto equilibrate, o nei rarissimi veri leader, o nei saggi che sanno armonizzare le variabili della loro esistenza. Nella media si campicchia a corrente alternata ricordandosi solo ciò che fa comodo.

Nella nostra cultura, la responsabilità è più spesso uno strumento di facciata da dimostrare ad altri, per dare una buona immagine di sè; o è vista come mezzo da venderei per motivi di carriera; spesso usata per avere il supporto base utile a dare motivazione al successo o al potere; non manca quella a due facce tipica dell'ipocrisia e basta utile al proprio ego. Questo mal modo di convivere con la responsabilità, porta solo tanti danni in più.

Se noi impariamo a riconoscere le emozioni senza giudicarci come furbi, intelligenti, stupidi, buoni o cattivi, le responsabilità assumono confini e limiti chiari. Esiste una relazione forte tra emozioni, risorse, azione e responsabilità. Le emozioni mettono a fuoco le cose nel bene nel male, le risorse da utilizzare diventano più chiare, le azioni sono quindi responsabili e non diventano peso. Tutto ciò, aiuta a vedere la realtà per quella che essa è, si elevano le capacità di comprensione dei fatti. In tal modo, si scopre spesso che non c'è mai nessun bisogno di dare colpe a cause esterne, a persone o altro.  

Comprendere le emozioni oltre che riconoscerle, è un ulteriore approfondimento che aiuta a capire meglio come viviamo ciò che ci circonda. La procedura é sempre legata all'introspezione. Si parte con l'osservare i pensieri che vanno e vengono, poi ad un tratto, naturalmente si sentono prima o poi alcuni segnali che si manifestano da qualche parte del corpo mentre si "scannerizza" con metodo ogni singolo muscolo e piccola parte della pelle. 

Una tensione fisiologica da qualche parte del corpo, eccitazione, o tensione del corpo, essendo collegati ognuno ad una emozione, per inferenza, o deduzione, pian piano ci sanno dare una spiegazione adeguata alle cose che ci accadono, e quali emozioni fanno scattare in noi taluni immagini.

Intenzione e motivazione migliorano sia di qualità, sia di spessore in ognuna della nostre azioni. A questo livello introspettivo, meglio non parlarne ad altri delle analisi che scaturiscono, mentre invece, imparare ad essere onesti con se stessi é la cosa più importante. Se di queste cose si parla ad altri, l'emozione del momento e l'influenza positiva o negativa della persona che riteniamo confidente in quel momento, insieme all'ego, potrebbero tirare un brutto scherzo.

Se la mente si allena in questo modo, noi lentamente, impariamo anche a dare un nome a queste diverse reazioni del corpo. In questo modo, si impara a saper ascoltare il corpo e a saper leggere alcune specifiche emozioni. Chi ha fatto ginnastica artistica, chi studia o ha studiato danza può capirmi meglio riguardo a come comunichi il corpo; chi pratica arti marziali interne o chi fa meditazione più in generale, certamente sa di cosa parlo. 



Gli ostacoli che annebbiano la responsabilità sociale e vie d'uscita

Noi siamo terribilmente incentrati su noi stessi, quando ci capita di procedere al confronto sociale, solitamente lo facciamo solo quando siamo in una situazione di incertezza o di ignoranza. Quando lo facciamo, con stupida arguzia, ci è più facile confrontarci verso il basso, ma questo comportamento che si assume più volentieri, non aiuta alla nostra crescita responsabile. Si utilizza tale scamotage, solo perché abbiamo il bisogno di supportare con forza il nostro Io, in particolare se in equilibrio precario per la qualità della vita che si sta vivendo. 

Il saper conoscere bene se stessi, è strategico per la persona responsabile e attenta. In una società, quante più persone e il prima possibile imparano a conoscere bene se stesse, tanto prima migliora la qualità delle relazioni, e la cultura media della società stessa. Anche la pace ci guadagna. 

Nei nostri tempi comunque, tra frastuoni, ingiustizie, caotici e veloci alti e bassi della vita, dove la solitudine la sempre più spesso da padrona, dove un piccolo errore costa tanto per tanti, e dove grandi ladrocini costano poco o nulla per i pochi e i furbi che se lo possono permettere, per essere pienamente se stessi e responsabili ... un pochino di fortuna non guasta, tanta attenzione aiuta.

Imparare a conoscere se stessi, in ogni modo aiuta e fa in modo che: 1) ognuno possa presentarsi nel modo migliore in cui crede in ogni ambito con coscienza e responsabilità; 2) persone responsabili e consapevoli difficilmente potranno farsi trascinare da pilotati movimenti di massa; 3) si è davvero liberi utilizzando la vera natura, manifestando comportamenti adeguati con qualsiasi gruppo di riferimento; 4) sentirsi in equilibrio, in esaltazione o in riflessione in modo consapevole in ogni contesto; 5) evitare persone negative in momenti delicati della vita


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