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sabato 17 maggio 2014

54 - decidere tra convinzioni e caos

Nessuno è più schiavo di colui che si ritiene libero senza esserlo. Johann Wolfgang von Goethe


     

Prendere decisioni, é un qualcosa di determinante non solo nell'ambito manageriale, ma per tutti gli aspetti della nostra esistenza. In particolare in un contesto sociale per giunta permanentemente instabile quale quello dei nostri tempi, riflettere su tali temi è di grande aiuto per affrontare con maggiore serenità il problema delle scelte. Questo, in special modo in situazioni vissute come ambigue.

Una situazione più ambigua è, e meno prevede di solito una stabilità mentale ed emotiva idonea. Spesso crea ansia, e annulla quasi del tutto la capacità di assumere decisioni razionali e funzionali. Tale ambiguità, rende opaca la realtà intorno nel suo complesso, e fa scattare facilmente comportamenti abitudinari raramente davvero utili alle scelte desiderate.

Per decidere in modo consapevole, la prima cosa da fare, sarebbe quella di riuscire ad aver chiara la mappa mentale della realtà per quella che essa è, e osservarla con un certo distacco emozionale. Ciò ci aiuta a distinguere subito le strade e gli incroci possibili da perseguire. Solo in questo modo, la nostra attenzione può serenamente meglio definire la scelta più adatta al contesto e al momento.

In situazioni ambigue e/o conflittuali, si rende necessario saper sempre stabilire innanzitutto l'intento guida e il pensiero più semplice possibile che possa aiutarci a raggiungere un obiettivo. Conoscere l'intenzione guida è importantissimo, ma aver in mente uno scopo chiaro, aiuta anche a ritrovare una certa stabilità emotiva diversamente difficile da avere in particolare in talune situazioni.

Chiarito l'obiettivo e una volta individuata in noi l'intenzione guida, ciò aiuta molto è quello di riuscire a misurare il divario massimo previsto che intercorre fra la strada desiderata e quella reale che si intende raggiungere. In quel range individuato, bisogna decidere in modo coerente un'azione semplice da perseguire, per poi percorrerla senza esitazioni, e in modo più attento e responsabile possibile. 

Normalmente, è bene sapere che nella vita, anche non decidere nulla è una decisione che comporta conseguenze. Pertanto la determinazione ad agire con coraggio aiuta senza dubbio anche la propria autostima e ciò non è poco. Anche così si cresce.

Alcuni fatti non meritano decisioni particolari, ciò accade quando il problema da risolvere é previsto dalle procedure e abitudini funzionali dettati dalla sensibilità, dal grado percettivo della realtà esterna e interna a noi e come essa influenza le nostre emozioni, dall'esperienza e dall'intelligenza

Tanto per cominciare, è bene sapere che l'instabilità che osserviamo nel mondo che ci circonda, è determinata anche dalla nostra mente. Informarsi sui fatti e approfondire l'osservazione del problema da affrontare, aumenta la visione d'insieme delle cose, aiuta a trovare maggiore equilibrio in sé stessi, e spesso da problema diventa nuova opportunità.

Chiudere gli occhi e non vedere la realtà per quella che essa è, crea solo danni al nostro equilibrio e a ciò che ci circonda. La cosa peggiore da fare, è quella di voler vedere una realtà diversa da quella che è. Ciò crea illusione, e poi da qui delusione e successivamente frustrazione, sono le sole vie possibili.

Sembra strano, ma spostare la nostra attenzione dal solo semplice risultato alla presenza mentale nel momento presente, fa aprire ancor più gli occhi e permette di vedere meglio variabili utili possibili, altrimenti difficili da individuare. 

Attraverso questo accorgimento, situazioni ingarbugliate si sistemano meglio, e decidere diventa più abbordabile. Nel qui e ora si inizia anche ad apprezzare meglio le persone con cui siamo in rapporto, e ciò aiuta a stabilire in modo più armonioso i ruoli e i reali contributi che ognuno può o meno dare. 

Le prospettive diverse con le quali si entra in contatto attraverso questa apertura mentale, diventano veri suggerimenti per correggere la rotta e a star bene con se stessi. Quando si è aperti, la vita non è più un problema da risolvere, bensì un mistero da assaporare.

La decisione importante, non può mai essere un prodotto frutto di un percorso solitario, poiché riguarda sempre contesti complessi che coinvolgono la vita di tanti. Ecco perché il qui e ora è di per sé importante e aiuta ad avere un atteggiamento creativo e libero da abitudini. 

La conoscenza della complessità, grazie al momento presente, permette a intenzione, motivazione, attenzione e responsabilità, di tener meglio conto delle conseguenze che possono derivare da cause che vanno individuate correttamente e nel miglior modo possibile. 

Spesso, non siamo in grado di decidere, poiché si vuole trattare l'aspetto nuovo che si presenta nella realtà, con metodi vecchi e abitudinari che però non rispondono più alle vecchie soluzioni perché nuovi. La politica in Italia è un esempio classico per come ci sta portando lentamente alla deriva. É qui che si vede la qualità della persona che decide. Nel saper rispondere in modo nuovo ai sempre nuovi problemi. Tale qualità, la osservo spesso in tanti piccoli imprenditori e in tantissimi loro collaboratori, o normali persone sensate non solo delle nostre piccole e medie imprese.

Nelle decisioni, di norma le persone che hanno successo, cosa fanno? 

Di solito enfatizzano innanzitutto la necessità di analisi, e sono molto attenti alle variabili del problema da affrontare. Da qui fa seguito la scelta e la realizzazione dell'azione conseguente. In questo caso, basta poi percorrere una sequenza logica che sappia agire seguendo il processo di definizione del problema. Le persone migliori che incontro sulla mia strada ecco cosa fanno:

1) sono attenti alle cose e alle persone, e di conseguenza analizzano solo le informazioni che ritengono rilevanti e che servono a inquadrare la decisione da prendere; 
2) con attenzione e nel qui e ora, ascoltano tanto prima di valutare, ed esaminano sempre il più alto numero possibile di alternative; 
3) senza o con minor ansia, dominando più facilmente i pensieri negativi senza per questo evitarli, immaginano delle scelte possibili, poi calcolano la probabilità di conseguenze pericolose le contromosse per ciascun corso d’azione individuato; 
4) ecco il momento della scelta. Essa nasce sempre tra le diverse alternative e sempre sulla base di criteri elaborati in precedenza, e chiaramente sempre collegati agli obbiettivi da raggiungere, agiscono con perseveranza, determinazione, passione e amore in quella direzione.

Semplicemente meraviglioso. Altro che classe dirigente protesa solo ad agire perché auto percepita come esseri speciali nel saper leggere complotti e inganni, a loro dire utili e indispensabili da capire per dirigere e fare scelte opportune.

Non tutto può essere programmabile chiaramente, e io dico per fortuna! Ma quando ci troviamo di fronte a vincoli ambientali, problemi sociali di ampio respiro, disfunzionalità organizzative e individuali che inficiano la possibilità di decidere secondo un modello puramente razionale in che modo agire? 

Per dare una risposta al quesito posto, qui si contatta il variegato mondo della libertà condizionata da troppe o poche informazioni a disposizione, che sono la base di tutte le decisioni. In questi casi, spesso gli obiettivi non sono chiari perché non dipendono solo da noi, perdersi diventa normale conseguenza. Complotti, meschinità e battaglie di corto respiro spesso si fanno strada.

Sappiamo che i decisori valutano dati e alternative, tutti lo fanno però in modo diverso. In tali circostanze, è vero che di solito un aumento di informazioni riduce l’incertezza, ma è altrettanto vero che produce anche maggiori ambiguità. Ecco quindi che entra in gioco l'importanza della libertà dai vincoli limitanti da rigidi convinzioni. 

Sappiamo che sono i nostri pensieri che creano la nostra realtà. Questi pensieri sono formati sempre dalle nostre convinzioni. Questo é di fatto il micidiale mix che ci fa prendere spesso decisioni vecchie frutto di abitudini e non di intelligenza attiva nel momento presente. 

Le nostre convinzioni possono limitarci e bloccare la nostra crescita, oppure possono anche espanderci e portarci allo sviluppo e alla nostra realizzazione personale. Di solito non diamo molta importanza alle nostre convinzioni, tuttavia, sono esse però che determinano il nostro stato d’animo, le nostre aspettative ed i nostri comportamenti non sempre adatti per tutte le salse.

Oltre che dare uno sguardo agli intenti come riportato nel precedente post 53, qui inviterei a prendere anche coscienza delle nostre convinzioni in modo lucido e consapevole possibile. Non è cosa da nulla comprendere le logiche delle convinzioni, ci aiuta a capire quelle limitanti e cercare di modificarle in motivanti. Non è poco, e aiuta alla crescita dell'armonia intorno a noi.

Innanzitutto dobbiamo sapere che le credenze influenzano molto le convinzioni e viceversa. Questo concetto lo comprendiamo immediatamente, basta dare solo uno sguardo sia alla nostra storia personale sia a quella delle nazioni. 

Cultura di gruppi e sottogruppi di una comunità, religioni e governi, hanno avuto sempre un enorme potere su di noi, sulla nostra vita e sulle nostre relazioni personali e sociali. Come noi riusciamo al leggere la storia, è strettamente legato al circolo vizioso credenza/convinzione. 

Sono le convinzioni e le credenze che ci fanno fare le guerre, e solo dopo milioni di morti, sono le convinzioni e le credenze che ci fanno dire a noi stessi quando cretini siamo stati a fare quella guerra. Tuttavia, basta a volte molto poco, e una nuova convinzione ci farà dire che questa volta, questa guerra è quella giusta!

Pensiamo alle guerre che sono sempre esistite nella storia dell’umanità, e anche a quelle che ci inventiamo noi quotidianamente nel nostro piccolo. Hanno la stessa logica. Se cominciamo da noi a cambiare registro ognuno nella propria singola privata, forse sarebbe meglio. Credenze, convinzioni, realtà oggettiva e soggettiva sono sempre interdipendenti. Se non ci rassegnamo a questo meraviglioso semplice concetto, non troveremo mai pace individuale e sociale.

Quanti popoli si sono o hanno massacrato per diversità di credenze? La mia credenza è quella giusta, la tua credenza è quella sbagliata, ne sono convinto. Così da sempre si continua imperterriti su questa linea d'azione. La Terra Santa, è Santa davvero? Da sempre, ognuno è convinto che la sua fede sia quella doc! La santità dov'è?

Esiste davvero una convinzione giusta o una sbagliata? Una convinzione è solo la realtà individuale che ruota intorno ad una credenza, qualsiasi essa sia! Non esiste la realtà assoluta, esiste la realtà individuale a seconda della propria convinzione. Esistono anche le credenze collettive, sono quelle più pericolose, sono quelle che rafforzano il concetto di realtà condivisa; esse sono più o meno forti a seconda del numero di persone che danno forza a quella credenza. 



Divaghiamo un po' o forse no

All'alba, appena svegli, apriamo lentamente gli occhi, ci guardiamo intorno, e a volte capita che vediamo che gli ambienti che ci circondano, per un attimo non ci sono familiari. Quasi come se non fossimo coscienti di dove siamo in quel momento. A volte per tale percezione restiamo un po' disorientati. Un intuito improvviso o un ricordo, poi ci riportano nel perfetto qui e ora. La nostra mente finalmente mette a fuoco le cose per quelle che sono. In un baleno colori, oggetti e odori intorno, ci sono poi di nuovo familiari. 

In queste condizioni, semplicemente ci accorgiamo che ci siamo svegliati  da un sogno e siamo rientrati nella nostra realtà. La nostra precedente convinzione si era confusa con quella del sogno e in noi per tale motivo si è manifestato il caos. Ecco, qual è la distanza fra realtà ed illusione. Secondo la fisica quantistica fra la realtà è illusione non esiste distanza.

Fin dalla nascita, nel tempo assimiliamo miliardi di informazioni che arrivano dall’esterno e attraverso le nostre personali informazioni, plasmiamo in questo modo la nostra realtà individuale. Grazie a ciò vediamo, sentiamo e percepiamo noi stessi, gli altri, le cose, gli eventi ed il mondo. Da qui anche i limiti però. 

Una convinzione limitante alimenta e agevola una credenza in modo irrazionale, ed è un concetto che incute in noi un messaggio negativo che paralizza ogni programma e azione.  Alcuni esempi di convinzioni limitanti possono essere quelli del tipo: 

"non conviene investire visto che è un brutto momento per l’economia"; oppure, "sono pigro di natura e questo é il motivo per cui non amo andare in palestra"; "gli impegni e i doveri che ho non mi permettono di dedicare tempo a me stesso/a"; ecc. 

É implicito che in questo modo non troveremo mai soluzioni per il semplice motivo che le decisioni da prendere non esistono nella nostra mente. Dato che sino le nostre convinzioni quelle che creano la nostra realtà, avviene di fatto che solo una convinzione potenziante ci permette di evolverci e di allargare la nostra percezione di noi stessi, degli altri, delle cose e del mondo. 

La convinzione potenziante, è un trucco straordinario, che semplicemente cancella la negazione nella mente. Per cui, la frase "non conviene investire visto che è un brutto momento per l’economia", eliminando la negazione "non" dalla frase, diventa "conviene investire visto che è un brutto momento per l’economia", in tal modo, stravolge l'azione e condiziona positivamente la realtà e potrebbe continuare così ... "in modo tale che io abbia nuovi prodotti sui mercati rispetto alla concorrenza". Straordinario no?

Questo piccolo accorgimento cambia di fatto la visione delle cose e del mondo, aggiunge completezza e attiva energie mentali di fiducia e di sano e concreto ottimismo. In tal modo, si alimentano positivamente  intenzioni, motivazioni e azione. La “convinzione” in se non esiste fisicamente nel mondo reale, ma credere quindi in una convinzione positiva e capace di creare fiducia non costa nulla, perché non usarla? A questo punto perché non credere in una convinzione potenziante?

Se l'attenzione e il rapporto con la realtà delle cose in fase di realizzazione del progetto potenziante, non si perde per strada, difficilmente si diventa ingenui. Una credenza ci incute delle informazioni corporee-sensoriali e quindi delle sub-modalità sensoriali, immagini, suoni, sensazioni, odori, sapori, per questo, anche se non ne siamo consapevoli possono prendere sempre nuova forma. Non è meglio essere quindi consapevoli di ciò?

La decisione é pertanto un dato importante sotto tanti punti di vista, perché difronte ad un bivio della vita, determina diversi destini possibili. Ciò che deve seguire la decisione è l'azione. Ma cosa accade se il tutto non passa al vaglio di attenzione e responsabilità? Il contenuto del successivo post si addentrerà in quei meandri.

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