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sabato 19 luglio 2014

63 - tra conflitti e competizione

La teoria è quando si sa tutto e niente funziona. La pratica è quando tutto funziona e nessuno sa il perché. Noi abbiamo messo insieme la teoria e la pratica: non c'è niente che funzioni... e nessuno sa il perché! (Albert Einstein)

     

Un tempo si sa, avere una buona idea, poteva già essere una buona base di partenza per tentare le vie impervie del mercato. Abilità, personalità, forza della convinzione delle proprie idee e  determinazione, potevano essere gli ingredienti giusti per avere un buon successo. Come questa idea si evolvesse nel tempo sul mercato, già allora era cosa diversa da vedere caso per caso. 

Indovinare i mercati non era poi così complicato. Dagli inizi degli anni 50 fino agli anni 80 circa, sempre qualcosa trovava spazio da qualche parte. Per raggiungere questi acquirenti, poteva essere anche abbastanza semplice, ma col passare degli anni, già da allora, per consolidarsi poi sul mercato, capacità organizzativa, entusiasmo e gestione solida della propria struttura organizzativa di qualsiasi dimensione, erano variabili che avevano sempre più peso e valore.

Tutto quanto fin qui affermato è ancora vero ma non basta più. Oggi avere una buona idea e competenze specifiche nelle diverse aree, è condizione necessaria ma non più sufficiente. Bisogna continuamente innovare, e per farlo, non basta solo confezionare o meno delle belle idee. Innovare sapendo dare uno sguardo al mondo e al suo progresso tecnologico, avendo sempre risorse umane e finanziarie in grado di rendere fattibile le idee, sapendo gestire le complessità fatte di elementi diversi per differenti mercati interdipendenti tra loro, oggi è davvero importante. 

Intorno ad una idea, è cruciale saper guardare lontano e saper creare un articolato progetto che sappia includere diverse variabili. Bisogna saper navigare con maestria tra la capacità di sapere, saper fare e saper essere. Avere forti competenze annesse di capacità di organizzazione, controllo di gestione, finanza e marketing è indispensabile. Tutto ciò, è poi da vedere in un contesto molto più articolato e interconnesso. Bisogna anche che sappia sempre tener conto del grande progresso tecnologico, che ormai coinvolge quasi l'intero  pianeta.

Il rischio dei nostri tempi, é quello di ragionare o troppo in piccolo con ristrette visioni, o troppo in grande senza saper valutare le risorse necessarie. La cultura prevalente al momento, è solo quella di temere il presente e di voler salvaguardare i piccoli interessi. Non includo qui grande finanza e grandi imprese che navigano evidentemente in altri oceani

Tra i comuni mortali, chi tenta di fare qualcosa senza paura, noto che a volte si perde facilmente nelle logiche di progetto, e a voler pianificare ogni cosa in dettaglio per essere pronti su ogni fronte prima di iniziare. Il rischio che si corre in questi casi, è il non agire, non agire nel giusto tempo, agire tardi e rendere inutile ogni progetto fatto. Un'idea o una passione va alimentata, ma come per essere intrapresa e diventare impresa? Come e da dove si parte oggi?

Quando qualcosa appassiona, o ci si lancia con l'entusiasmo di un bambino, o spesso si desidera programmate tutto e far si che tutto sia perfetto prima di iniziare. Questo desiderio di perfezione, è vero che aiuta a non essere superficiali, ma tuttavia però, non di rado fa perdere .... l'attimo fuggente. Progetto e programma, non vanno tralasciati, ma ogni cosa ha i suoi confini. 

Molte belle idee a volte muoiono per la loro caratteristica di nascere nel momento sbagliato (troppo presto o troppo tardi) o per non avere la giusta energia che arriva solitamente dalla perseveranza e dalla determinazione. 

La scelta del momento sbagliato è dovuto quasi sempre o per la grande impazienza, per avidità, o per naturale indole fatta d'improvvisazione con cui normalmente si fanno le cose nella vita, o per la mancanza di determinazione e giusta perseveranza nel sapersi muovere in armonia con i tempi, o per la lunga e estenuante preparazione prima dell'azione.

Tutte cose quelle elencate, che hanno a che partono o dal dominio dell'istinto, o dal dominio della mente.  Il solo impulso demanda tutto alla fortuna. La sola mente, non può prevedere mai tutto il ponderabile, e assolutamente mai l'imponderabile. La via di mezzo è la saggezza e la via del successo. In quante cose ci si perde per aver agito d'impulso, o per aver divagato nel labirinto delle progettazioni, o peggio ancora in quelle delle fantasie solitarie? 

Senza via di mezzo tra intuito, impulso, progettazione e programma che nasce da competenze specifiche e specialistiche acquisite col lavoro concreto, nel tempo, porta una persona a trovarsi da sola buttata con la mente immersa in un passato fatto di vuoto, e senza conseguenze concrete nella sua vita e di chicchessia.

Agire d'impulso e buttarsi a capofitto lascia le cose al caso, e questo, un futuro che vuole tendere allo stabile non sempre sono cose che apprezza. Ma se al contrario, ti prepari troppo in ogni cosa, la mente va in tilt. Continui a vedere e rivedere ogni piccolo elemento, ma facilmente si perde la visione d'insieme del tutto. 

Questo accade, per il semplice fatto che nella vita quello che vedi, spesso non lo metti facilmente in dubbio. Per questo motivo, difficile è correggersi con la sola mente, e senza azione corrispondente ad un progetto, il tempo si perde su cose false, e le discussioni su torti e ragioni si moltiplicano all'infinito.

Una volta stabilito un disegno da portare avanti, armandosi di perseveranza e determinazione, quindi è bene agire, basandosi su un concetto chiave fondamentale: nessuno nella realtà può essere invincibile. Per nessuno, qui si deve intendere chiaramente sia il concorrente potenziale, sia ipse stessi e la propria organizzazione con i propri punti di debolezza da saper monitorare.

In questo percorso ipotetico che stiamo facendo, ora siamo dunque finalmente giunti che l'idea sia partita e che l'azione stia andando per il meglio. 

Quando un progetto avvia il suo cammino, come un bambino, ha bisogno di cure. A partire da noi, nelle relazioni e nell'attuazione dei progetti, la giusta posizione mentale corretta di chi lo guida è: "io valgo - tu vali", tenendo sempre conto che tutti, da qualche parte, abbiamo sempre un punto debole dove si può essere attaccati, o attaccare nel caso in cui di sappia individuare quello dell'altro. 

L'abilità sta nel saper trovare questi punti deboli in noi è negli altri nel più presto possibile, e accettarli senza giudizio per saperli affrontare bel giusto modo. Tutti i punti deboli hanno a che vedere con qualche paura che sa ben dissimularsi tra mille presenze nei mille pensieri, per questo non va giudicata e va invece curata e gestita con attenzione.

Quando ad esempio si vede qualcuno in organizzazione che tende a far fare qualcosa ad un altro al suo posto, è chiaro che costui è motivato al potere e vuole vincere senza esporsi. Questo, quando si manifesta, può essere sia un bene, sia un male. 

È un bene, quando questa dote di questa persona serve per raggiungere migliori risultati e qualità. In questo caso, tale persona che manifesta tali abilità va premiata, e a sua volta in qualche modo sorvegliata.

Tale attitudine al demandare ad altri, è invece un male, quando coloro che la adottano lo fanno in maniera inconsapevole o subdola. Quello che prevale in questo caso, è il non saper assumere responsabilità o meschinità. Tale persona va incentivata a correggersi, ad abbandonare ruoli delicati, o ad allontanarsi dal gruppo, in particolare se il suo ruolo è in un contesto strategico per l'impresa.

Alcuni a volte è difficile farli fuori. Nelle grandi aziende e in particolare in politica, quando si vuol agire in tal senso contro qualcuno che occupa un posto importante con irresponsabilità, prima lo si incentiva, poi lo si promuove superiore di qualcosa che non sa poi governare, poi si vanno a creare cause e condizioni utili alla estromissione dall'organizzazione. 

Nelle Amministrazioni Pubbliche il processo spesso si ferma a metà, in tal modo, aumentano solo costi e parassiti organizzativi. Non parliamo poi quando si vanno a creare Enti inutili per politici trombati.

Adoperare tale stratagemma nel marketing invece è geniale. Far fare a qualcun altro un'azione al posto nostro come ad esempio testare novità in sordina, delegando a qualcuno di esterno una ricerca, lo troverei utile per non rischiare con il posizionamento del proprio brand. 

In organizzazione, un altro elemento abbastanza diffuso, è quello di puntare qualcuno per qualche motivo, e poi spingere un altro ad attaccare la vittima designata. Anche qui, questo è sia un bene, sia un male. Saper individuare chi ha bisogno di aiuto e poi spingere qualcuno ad aiutare la persona in difficoltà è capacità di attenzione per un capo. Altro è invece spingere un altro ad attaccare per superficiali beghe personali non utile agli obiettivi del team.

Ma nel marketing, nella comunicazione e nelle vendite, spingere con abilità un concorrente ad attaccarne un altri forte e pericoloso, quanta saggezza ha in sé tale mossa? Bisogna tuttavia fare attenzione a divulgare tali azioni, ciò potrebbero portare come conseguenza alla cultura della terribile conseguenza distorsiva e pericolosa della corruzione. Ogni cosa sappiamo che è sia un bene, sia un male, ma in talune circostanze, il terreno fertile del male è meglio evitarlo.

In ogni ambito, una volta che un progetto ha successo sul mercato, monitorare lo sviluppo è cosa davvero impegnativa. Comunque sia, ogni volta che ci si espone, il saper scegliere il momento e il luogo idoneo con le miglior persone più rappresentative che abbiamo in squadra, e cercando cause e condizioni favorevoli che aiutino il proprio posizionamento, è cosa a cui badare con molta attenzione.

È sempre utile monitorare ogni evento con circospezione, e quanto detto nell'ultimo concetto esposto, qualsiasi imprevisto negativo dovesse aver luogo contro il buon nome del proprio marchio, obbliga i concorrenti , a spendere molte più energie in ricerche varie di attacco. Anzi, monitorando a dovere i concorrenti, quando qualcuno lo si percepisce esausto e/o confuso nella strategia, forse sarebbe da valutare se conviene attaccarlo energicamente e di proposito.

Valutare bene tale azione, questa se di successo tiene unità ancor più l'organizzazione e stabilisce meglio i ruoli, diversamente, tutto potrebbe rivolgersi contro e le serpi potrebbero attaccare nel buio. Portando all'esasperazione la conseguenza negativa di un attacco errato, potrebbe portare facilmente conflitti interni e disordine. In questi casi, se poi qualche concorrente è ben informato per vari motivi non sempre trasparenti, è facile essere attaccati.

Per farsi largo nei mercati, in ogni modo presentarsi con un'organizzazione stabile e forte, e saper creare eventi a sorpresa, può fornire un vantaggio schiacciante. Basta solo non essere prevedibili e ripetitivi. Molte aziende a volte fanno delle offerte vantaggiose, poi ripetendole in automatico, perdendo il loro effetto sorpresa, valore e buttano via soldi.

Ecco un mix di riflessioni che la mente umana può usare sapendo che ogni cosa è sia un bene sia un male da evitare. Partiamo su cio che può riguardare la conquista dei mercati, per poi vedere qualcosa sul clima organizzativo interno.

Attaccare un concorrente quando meno lui se lo aspetti è tipico di ogni strategia anche più elementare. In questo caso valutare sempre bene e male, vantaggi e svantaggi nel lungo termine, e vedere anche costi e benefici che vanno sempre analizzati con cura.

Usare un diversivo per creare un'aspettativa e attaccare su punti deboli degli avversari, possibilmente riuscendo a giocare con le arti delle illusioni è da maestri di strategie di mercati. Quale valore aggiunto porta sempre davvero nel creare giusta fiducia in sé e in chi si guida? Sarebbe forse meglio agire con prudenza nell'attuare questo approccio? Scegliere il momento di attuarlo, riguarda decisioni solitarie.

Attendere che tutti i contendenti si siano logorati tra di loro, è quello che in tanti sperano per conquistare nuove quote mercato con semplicità. Ma questo giova davvero sempre alla creatività e al clima organizzativo interno della propria organizzazione?

Se serve, sacrificare obiettivi a breve termine per ottenere lo scopo a lungo termine è una mossa che parte dal gioco degli scacchi. Ma sono sempre davvero chiari obiettivi e strategie complessive? Come siamo messi con le risorse disponibili!?

Essere flessibile per avvantaggiarsi di ogni opportunità che si presenti, e cercare di compiere qualcosa di inusuale ma spettacolare è ciò che fabnno grandi produttori come Appke, Microsoft, ecc anche in altri settori non solo dell'informatica. Agendo con pazienza e creatività i risultati in questi casi possono essere di grande aiuto. Un piccolo problema c'è per i piccoli imprenditori, bisogna fare ciò con cura e attenzione senza sprecare soldi, ma anche senza cadere nel miserabile!

Passiamo ora a vedere qualcosa più vicino al mondo dell'organizzazione interna e meno al rapporto con il mercato.

Nei conflitti di ogni genere, ricordarsi sempre che quando le persone si trovano chiuse in un angolo, sono costrette a reagire con la massima veemenza. È prudente in questi casi lasciare sempre una via d'uscita onorevole. Questo è un insegnamento del. Maestro Sun Tzu, lo trovo di grande valore.

In un'azienda, sono in tanti le persone ambiziose che si specializzano nel far credere un guadagno solo per ottenere qualcosa di importante per sè in cambio. Evitare tale cultura per i disordini che potrebbe creare. Tale approccio premia non il merito ma i falsi. Ricirdarsi che quando in un'organizzazione si sta insieme solo esclusivamente per denaro e non si hanno valori condivisi e obiettivi comuni, tale organizzazione non può aver un futuro.

Quando certe cose non vanno bel clima aziendale, il male deve essere prima ben individuato, e poi eliminato. Bisogna recarsi alla fonte con attenzione e responsabilità. Saper bene che nella ricerca della fonte delle cose negative di un problema, è facilissimo che altri possano portare a farci navigare nella confusione per usarla per loro fini.

Sono in molti coloro che si sanno mascherare davanti a situazioni di grande responsabilità dove si richiede impegno e competenza, alcuni agiscono solo per sfuggire, altri si defilano o accettano per irresponsabilità, altri ancora agiscono spesso non per il fine nobile, bensì solo per sete di successo.

Per questi e per tanti altri motivi ancora, conviene non precipitarsi nell'azione quando vi sono strani conflitti interni. Prima di muoversi informarsi dal di fuori, e cercare poi di eliminare le cause di possibili ritorsioni che porterebbero solo negatività per tutti. Quando vi sono molti conflitti in un'organizzazione, farsi sempre una mappa dei poteri, delle deleghe e delle responsabilità di chi guida quel reparto o quel contesto specifico.

Gli esempi etici e comportamentali che una leadership sa offrire alla sua organizzazione, come abbiamo visto, rappresentano la vera cultura prevalente, questa nel bene e nel male si presenta internamente nel clima organizzativo e all'esterno attraverso le politiche di marketing. Cosa altro aggiungere ora al momento non saprei. Poniamoci qualche domanda per imparare sempre ad agire con attenzione ed efficacia quando si guida un progetto. Ad esempio

In che modo si esprimono i pensieri sul futuro del progetto da guidare? Se non sono pensieri fiduciosi e ottimisti, questo è l'inizio dei futuri problemi. Come tradurre in azioni monitorabili i progetti e i programmi. Questo è ciò che aiuta davvero ad attrarre il meglio delle risorse intorno a sè.

È così che si legge etica, morale, equilibrio e lungimiranza. Al lettore l'analisi del suo sé e il dialogo tra coscienza, consapevolezza, responsabilità e obiettivi da raggiungere. Sono solo spunti, basta ricordarsi che essi possono essere adoperati sia nel bene, sia nel male, sapendo anche che tutto è sia in parte vene, sia in parte male mentre tutto continuamente cambia indipendentemente da noi.

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