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sabato 20 luglio 2013

6 - problemi di governance

"dire che ho i giorni contati non significa nulla: è stato sempre così; è così per noi tutti" (imperatore Adriano)

      

Coloro senza un'adeguata cultura della governance e senza un'etica, ma purtuttavia motivati al potere, hanno poca virtù. Quando nella vita sono favoriti dalla fortuna e/o dalle circostanze, sanno cogliere sempre il momento giusto, e riescono prima o poi a realizzare il sogno del loro ego: "governare" altri.

Questi personaggi, in particolare nel pubblico e non parliamo in politica, può anche essere che ambiscano al potere partendo da buone intenzioni dichiarando grandi progetti, ma spesso si perdono facilmente per strada, è il più delle volte lavorano solo per raggiungere alcuni personalissimi obiettivi. 

Senza una visione non ci si può dare una missione; senza una cultura adeguata alla complessità delle cose, non si può avere un progetto; senza un progetto chiaro, non può esistere un programma; senza tutto ciò, chi può governare cosa? In mancanza di quanto fin qui detto, l'etica traballa e la coscienza del bene comune prima o poi si perde per strada. È così che molte buone intenzioni, nel tempo diventano spesso inferno.

Nulla di buono può mai scaturire dalle azioni di tanti tra questi personaggi con ambizioni al potere, ma senza un briciolo di cultura della governance. Eppure sono in molti, si annidano nel pubblico ma non mancano altrove; in politica purtroppo abbondano. Quanti dirigenti inutili in vari ambiti esistono? Quanti nei posti strategici hanno una vera cultura ed etica di governance intesa in senso positivo?

Partiamo dalla politica, qui pochi sono coloro che abbinano virtú, senso del bene comune e capacità di governance. Nel nostro Paese le opportunità non mancano per ambire a posti di potere talvolta inutili, dove il proprio ego domina. In Italia vi sono migliaia di Presidenti di qualcosa, in tal modo é solo facile illudersi di essere una "persona di potere", senza con questo creare una cultura di responsabilità e governance. A parte poi i tantissimi presidenti di qualcosa, secondo uno studio della Uil, abbiamo un milione e centomila individui che vivono in qualche modo di politica !!! Il 5% degli occupati d'Italia! 

Noi ora ci riteniamo dei nobili, non pensiamo quindi al vil denaro, e lasciamo perdere quello che costoro costano alla comunità. Facciamo pure i signori, lasciamo anche perdere corruzione e sprechi a danno del vero welfare perché ormai etica e cultura della governance sono sempre più un optional ... ma tanti tra tutti questi strani personaggi, servono davvero ad una democrazia? 

A parte la politica, abbiamo poi tre milioni e trecentomila persone impiegate in qualche modo nella pubblica amministrazione. Questa comunque, anche se è una percentuale assolutamente in linea con la media europea, e pur essendo addirittura inferiore a quella dei francesi, quanti inutili manager da strapazzo conta nei vari livelli che non servono a nulla? Quanti tra questi non hanno la benché minima visione di quello che comportano alla società le loro superficiali o inutili e cervellotiche eventuali scelte? La burocrazia in particolare, cosa sa dire di efficienza e sprechi?

Dico di più, anche nel privato, quanti inutili dirigenti ormai abbiamo che ben poca cosa decidono non solo nelle grandi corporazioni? Mi riferisco a coloro i quali ricoprono posti di riguardo lautamente ricompensati, e che non servono più a nulla nella nostra moderna economia. Su questo ultimo argomento, già il grande John Kenneth Galbraith nella metà del secolo scorso, nei suoi studi tanto aveva analizzato, studiato e riportato. 

Tanti di questi personaggi sono spesso persone che semplicemente di tanto in tanto controllano che tutto proceda per il meglio ... per non perdere la loro poltrona. Tantissime volte, in particolare in politica ma non solo, addirittura quando decidono, non sempre con coscienza studiano tutti le cose. In tanti posti, decidono senza neppure analizzare o conoscere minimamente i fatti in maniera precisa. Non cito qui, quelli poi che dirigono in strutture della grande finanza e delle borse. Quello è un capitolo a parte.

In ogni modo, tutti costoro, ben sanno che le vie del danaro facile amano la vita mondana e questo diventa un motivo in più per farli sentire a volte addirittura indispensabili non si sa bene perché. La cosa più pericolosa e terribile, è che tanti di loro perdono completamente il contatto con la realtà. Cosa che talvolta per definirsi e far parte di una classe dirigente, non è proprio il massimo.

Talvolta alcuni di questi signori, non di rado prima o poi prendono decisioni incaute superando qualche limite o commettendo imprudenza. In tal caso, in particolare in politica, la caduta è di solito   "momentaneamente" verticale. Non dobbiamo preoccuparci del loro futuro, parliamo di gente che trova dove andare, ... galleggiano sempre, e i danni che questi creano, in tal modo si perpetuano.

Tra questi, vi é chi tende ad esporsi e chi ama stare nell'ombra. Se (raramente) vanno in galera per i casini che spesso creano, quelli con maggiore visibilità, talvolta i media prima o poi ce li ripresentano, o presto vedremo un libro che spesso, qualcuno scrive per loro. 

Quelli più grigi ma di primo piano dei vertici organizzativi, quando vanno in malora per qualche errore fatto, diventano successivamente colleghi più o meno "sofisticati" di faccendieri o professionisti senza una precisa e chiara competenza in qualcosa. Tutti sanno sempre come minimo in che modo far diventare denaro qualche legge costruita in maniera un po' contorta, o come utilizzare al meglio qualche vuoto legislativo che permette affari non sempre trasparenti. Quanti trombati della politica troviamo in questa lista?

Vi é anche chi arrabbiato di essere stato messe da parte, diventi poi desideroso e bisognoso di rifarsi dopo qualche errore che deve pagare in qualche modo. Questi essendo animali con un fiuto straordinario, sanno sempre in tempo il cavallo vincente da cavalcare, non di rado si trovano ad occupare di nuovo posizioni rilevanti per diversi motivi non sempre tanto trasparenti. Sono abili a colpi di mano, meschinità e a giochi di relazioni studiati ad hoc.

Sono queste fin qui analizzate, persone che di solito si avvantaggiano di inefficienze organizzative, e in tal modo portano a loro volta spesso solo ulteriori disservizi in tutto ciò che governano. Sempre, sanno  discolparsi e tirarsi fuori dalle rogne. I reparti organizzativi da loro guidati, in particolare quelli non strategici alla struttura, hanno una sorta di cultura tra il medioevale e il mafioso, e le persone costrette a lavorare alle loro dipendenza, si trovano facilmente in ambienti con relazioni tra colleghi che si disperdono nei viandri dei mille conflitti. L'alternativa a questo clima talvolta è il lassismo generale.

In pratica, il clima organizzativo che creano i tanti motivati al potere incapaci di governare e senza una linea guida etica precisa, è spesso un mondo di inganni e di complotti dove tra l'altro, il caos facilmente si fa strada. Si sviluppano di norma, comportamenti che servono solo a far si che poi nessuno si senta responsabile di alcunchè. Questa gente, a parte i danni materiali e sociali che crea, induce a far emergere le peggiori risorse dell'uomo, disorientano e accrescano la cultura dell'Ego.

Con questi signori del disordine, qualsiasi organizzazione diventa un processo di fatto incompiuto. A cascata, nei vari livelli gerarchici da loro coordinati, capetti e caporali seguono l'esempio dei loro leader: malcontento e meschinità prendono forma. Il disservizio totale è la risultante come effetto. 

Tutti contro tutti, e ognuno agisce solo per paura della propria difesa personale e dei privati desideri. Questo si manifesta in particolare e con più forza, nei momenti di difficoltà organizzativa, di turbolenza di mercato o di crisi più ampia. In un clima del genere, difficilmente si riesce ad essere consapevoli delle inefficienze, e tutti si convincono di fare il proprio dovere occultando il significato di servizio.

Vi è sempre spazio per vari avventurieri. Parliamo ora di chi tra questi pseudo leader, ha in più una forte personalità, scambiando la buona autostima di sé con la presunzione. Non di rado in questi casi, avanza il culto della personalità. I segni della governance qui perdono completamente il loro significato.

In ambienti con mancanza di vera leadrship, si vive facilmente alla giornata protesi a difendere ognuno il proprio orticello, e quando un capo crea un clima da culto della personalità, disordine e ingiustizie in queste strutture regnano sovrane. Per fortuna, vi é sempre più di qualcuno che ai livelli organizzativi inferiori, con responsabilità, piú o meno inconsapevolmente, fa muovere in qualche modo gli apparati essenziali della struttura. Per molte aziende di vario genere, se no vi fossero alcune persone degne di rispetto che vivono di solito in oscurità, ci sarebbero tante strutture ancora più inutili e costose nel pubblico, e una premessa di fallimento per tante aziende private di piccola, media e grande dimensione..

Chi ama il potere senza una visione, senza un'etica e un progetto, lo riconosci per il suo modo di sapersi perdere nel mare delle parole vuote. Naviga nella vaghezza e nei meandri del linguaggio degli autoinganni, inganni e delle illusioni. Di solito gente con questo tipo di profilo, non saprebbe che altro fare nella vita. A parte la politica in senso lato, tantissimi con questo profilo, li troviamo spesso nelle organizzazioni amministrative del pubblico. Occorre una diffusa " vera scuola della governance"

Una cultura della governance a vari livelli, indipendentemente da progetti, idee e valori in cui uno crede, dovrebbe essere un qualcosa che ogni governato dovrebbe studiare e approfondire. Nella visione della vita e della società ad esempio, una cosa é parlare di politica ed avere delle idee e dei valori in cui credere, un'altra cosa é delegare ad altri i propri sogni di una visione di bene comune. 

Nel mondo del lavoro, se tutti impariamo ad avere una visione della governance, questo migliora qualità della vita, efficienza ed efficacia organizzativa di ogni tipo di organizzazione. Governati di alto profilo culturale sul valore e significato della governance, possono solo avere governi di ampie vedute. 

Con una cultura della governance diffusa, in ogni gruppo, azienda, amministrazione ecc, la leadership dovendo guidare gente preparata, a sua volta deve imparare ad avere come minimo una discreta intelligenza sociale ed emotiva, oltre che avere competenze specifiche e specialistiche. In tal modo, etica e progresso, hanno grandi vantaggi, e la cultura della governance diffusa, porta più difficilmente al potere, persone ambiziose senza una giusta propensione al bene comune.

Avere tutti le conoscenze di base per approfondire le problematiche della governance, aiuta anche a valorizzare meglio le nostre idee politiche e di visione. Questo tipo di conoscenza, contribuisce anche a capire come meglio agire in maniera corretta e non emotiva, ogni qualvolta ci si trova di fronte "un motivato al potere". Ció ci aiuta quantomeno a non peggiorare noi stessi anche come individui. 

La cultura della consapevolezza sempre viva e attenta alla realtà per quella che è, senza modelli e senza miti, toglie molte energie ai loschi individui che sempre ci sono stati e che comunque in forma diversa ancora ci saranno. Oggi ad esempio, mentre lor signori sono più sofisticati, aggiornati e preparati su come usare meglio la comunicazione, noi invece, siamo sempre più incolti e quindi ingenui su certi temi. Bisogna evitare di parlare per sentito dire e per principi a volte senza basi.

Viviamo in una società più complessa e strutturata, basata molto su comunicazione e servizi, e spesso molte cose le subiamo inconsapevolmente. I meno sprovveduti in questo mare di gente motivata al potere, ma comunque incapace, sono coloro che sapendo di non sapere, non fanno nulla e vivacchiano di routine all'ombra di qualcuno. Sono i numeri due. Questi ultimi, nel tempo, appena imparano qualcosa anche in maniera superficiale, si sentono poi però dei geni e addio... spesso poi fanno solo più danno di tutti. 

Questi ultimi sono gente spesso invisibile ai più, sanno nascondersi e muovere le leve. Sono persone non di rado presuntuose e arroganti. Navigano senza bussola. Ne sono tantissimi, sono più numerosi di quelli che  amano mettersi in mostra già analizzati. Non c'è peggio di un pavido sprovveduto (chiaramente se sempre vuoto e senza progetti) che "per caso" arriva al potere, e fa un po' di esperienza vivacchiando per un periodo alle spalle di qualcun altro più ambizioso e con sete di visibilità.

La complessità delle strutture sociali, finanziarie, politiche e anche religiose, di personaggi di questi tipi, qui trattati in sintesi, ne hanno tantissimi in grembo, e anche a vari livelli di responsabilità meno visibile oltre che di vertice. Per fortuna c'è anche gente responsabile e capace, ma quasi sempre queste persone sono poco motivati al potere. Costoro, sono esseri soli, ma enorme é il loro servizio. 

Persone capaci al potere, con capacità di governance, con equilibrio, progetti e giusta etica, entrano nelle pagine di storia di chi governano a viari livelli, fanno grande lo spessore delle famiglie, delle squadre, delle aziende e degli Stati. Tra questi preparati e capaci di governance, ci sono anche quelli che di solito fanno parlare poco di sè. Sono i funzionari silenziosi corretti e fedeli al loro mandato, che lavorano e danno speranza. Mi vengono in mente come esempi Falcone e Borsellino.

I media non sempre li amano molto, sono una categoria che non fa notizia e a volte fa vendere poca pubblicità. Sono personaggi troppo impegnativi, a volte controversi e fanno pensare ai nostri limiti e alla nostra pigrizia. Il loro lavoro non fa piacere seguirlo ai pigri di mente. Meglio vederli o irraggiungibili o "invisibili". Anche questi sono tantissimi e sono un po' ovunque per fortuna.

Chi in questo scenario pensa di candidarsi per essere classe dirigente di una comunità, che visione ha di sé stesso/a e del bene comune? Questa sarebbe una giusta domanda da porsi per scegliere da che parte stare. Siamo consapevoli che chi ci governa è lo specchio della maggioranza? 

Razionalisti, liberali e perfezionisti (trattati nel post 4 di questo blog), possono tutti avere vantaggi con una leadrship consapevole di guidare una base colta e preparata su contributo che si attende dalla propria leadrship. Tutte e tre le filosofie guida tracciate a cui faccio riferimento, in tal modo, ognuno per la sua identità, potranno contribuire per decidere il da farsi e affinare ognuno una governance da proporre con trasparenza e grande onestà intellettuale ed etica? Sono fiducioso dell'umanità.

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