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venerdì 5 luglio 2013

3 - La metafora della natura

L'uomo è l'unico essere vivente insoddisfatto della sua natura. (Francesco Alberoni)

Quando una terra fertile accoglie in sé un piccolissimo seme, accade una cosa simile come quando un'informazione bella o brutta entra nella nostra fertile mente. In entrambi i casi, il connubio seme/terra o informazione/mente, immediatamente mette in moto accadimenti chimici e tutto muta in maniera più o meno invisibile. Prima o poi qualcosa di nuovo si manifesterà. 

Se nessuno si prende cura di quel seme e di quella terra, tutto sboccia secondo proprie leggi ed equilibri non sempre a tutti chiari, chiameremo ciò che appare in ultimo, frutto, sorpresa o mistero.

Se qualcuno invece interviene, può essere solo un contadino per la terra, o la coscienza per la mente dell'uomo. In entrambi i casi, sia il contadino per la terra, sia la coscienza nell'uomo, quando intervengono, qualcosa si inserisce in una rete di processi complessi, e ogni elemento non sarà più lo stesso nel bene e nel male. 

Se l'uomo in questo caso saprà comportarsi con più o meno consapevolezza nello sviluppo dei processi, egli sarà in perfetta armonia con la natura, e saprà far crescere il seme in modo rigoglioso. Diventerà sapiente contadino, solo quando capirà che letame o fertilizzante che dir si voglia, non sono da vedere come cose separate dal processo di sviluppo. La coscienza nella vita, ha la medesima funzione del contadino.

Quando poi un bel giorno la pianta sarà cresciuta e inizierà a dare i suoi frutti, il nostro bravo "coscienzioso contadino", sa che prima o poi, ogni anno, verrà anche il tempo della potatura dei rami secchi. Momento questo molto delicato ... sia per il contadino e sia per la coscienza. 

Qui il sapere sta nel vedere con mente chiara, cosa scegliere da tagliare e perché, e come e quando farlo con meno danni e dolore possibile. Giustizia e ingiustizia entreranno forse in gioco più di una volta, e non è certo che più di qualche ramo forse soffrirà per diventare altro; qualcuno invece, certamente ingiustamente si salverà.

Non si può far a meno di saper curare con sapienza e amore, il rapporto seme/processo, natura/cultura, se si adoperano coscienza o consapevolezza con attenzione e responsabilità. Saper poi condividere con altri in giusto modo, lavoro e frutti che ogni contadino ottiene da ogni albero, per gli umani è stato da sempre cosa un po’ più difficile da gestire. 

Per esser bravi contadini, come riconoscere i semi da selezionare e curare, nell'era della tecnologia avanzata? Non agire da soli, e saper scegliere persone adeguate con le quali viaggiare è uno dei fondamentali da non trascurare. 

Da soli, di norma, anche le più belle passeggiate, sono sempre brevi per tanti motivi. Condividere con chi cerca i medesimi scopi aiuta. Di conseguenza, vivere in ambienti consoni al progetto che si vuole realizzare, è cosa da fare solo dove si trova terreno fertile. Cosa non sempre facile da trovare.

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