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domenica 22 giugno 2014

59 - estetica, bellezza, etica

Che cosa c’è in un nome? Quella che noi chiamiamo rosa, anche chiamata con un’altra parola avrebbe lo stesso odore soave. William Shakespeare
     

Prendo spunto da un articolo scritto per il mondo dell'estetica professionale e sviluppo l'idea trattata, ragionando una volta tanto, su concetti che rendono la vita meno grigia. Tuttavia però, vedremo che anche su questi temi, se non si sa coltivare in sé stessi certi significati, confusione e disordine regneranno sovrani, facendo perdere la vera bellezza alle cose che ci circondano.

L'estetica trova le sue antiche origini nella Grecia che fu. Il termine in sé vuol dire azione dovuta ai sensi. In qualsiasi cultura di questo pianeta, essa si esprime in forme diverse, coinvolge il mondo delle emozioni, e avvicina l'umanità al sublime. 

L'arte ad esempio, in ogni sua manifestazione, provoca l'emozione attraverso l'estetica, e conduce per mano gli umani, a scavare nel proprio profondo mille sfumature del mondo interiore. In tal modo, permette di evolversi andando oltre ogni bello del puro istinto. Immaginiamo ad esempio una coreografia. Essa mette in moto musica, matematica, espressione, emozione, corpo e mente. Non è tutto ciò bellezza, estetica, arte, geometria, colori, comunicazione dell'anima e del pensiero, emozione e fisica?

Basterebbero solo queste poche considerazioni appena fatte, per annoverare tale oggetto del nostro approfondimento, nell'area di ciò che l'uomo considera divino. L'estetica tuttavia, è spesso anche un termine controverso per il fatto stesso di essere in stretto rapporto con i sensi, che non sempre riusciamo più a valorizzare e godere nel giusto modo.

La riflessione intorno alla quale tutto gira in questo post, parte dal fatto che ogni cosa ha una sua estetica e una sua bellezza. Il cosmo ad esempio, oppure i miracoli della natura, che dire della magia dell'atomo o della genetica? Nel tempo, bellezza ed estetica, assumono mille sfumature diverse. 

Talvolta i significati continuamente cambiano a causa della ricerca che scopre sempre una nuova struttura della fisionomia delle cose, e per questo fa modificare addirittura l'indirizzo della qualità della vita. Non è forse tutto ciò sintetizzato anche nella fisica quantistica e gli strumenti che si adoperano per divulgare i suoi significati? Vediamo un filmato ad esempio:


Parlando di estetica, bisogna anche tener conto, che nei nostri tempi, a causa delle tecniche di propaganda sempre più invasive, sofisticate e presenti nella nostra vita, essa assume anche un nuovo significato che tocca l'etica e la porta ai limiti dell'ambiguo. 

Parlo delle tecniche di propaganda moderna commerciale e anche politica ad esempio. Spesso in questa forma, sono le immagini stereotipate a farla da padrona, e in più casi si allontanano lentamente il vero significato dalle loro origini. Entriamo nel vivo e vediamo il perché.

In ogni parte del mondo, l'estetica rende nobile, privilegiato o sublime qualcosa, qualche persona, un sentimento o un  pensiero di chiunque riesca ad entrare in contatto con l'essenza del suo mistero. Esistono diversi concetti, sensibilità, idee o modelli di estetica. 

Tutti, sono utili al fine di aiutare a comprendere il confine tra brutto e bello. Ma quando queste presuppongono un intento commerciale o di condizionamento con un fine studiato a tavolino per vendere qualcosa, pur appartenendo al mondo dell'estetica, i messaggi perdono in un certo senso, il loro ruolo di universalità e finalità originaria in sé. Molte pubblicità hanno una loro estetica, ma questa della comunicazione moderna che arte é se lo è?

Non di rado oggi, di fatto abbiamo che da un lato l'estetica dà un "senso" sottile al nostro percorso su questa terra; da un altro punto di vista, condiziona l'essere, non sempre aiutandolo ad essere profondo nell'area delle analisi e delle riflessioni che vanno oltre l'apparenza. 

La comunicazione di massa, usa con grande sapienza l'estetica, ma col solo intento di distogliere l'interesse del bello dalla natura delle cose, per orientarla verso il consumo veloce di beni e servizi, da consumare velocemente nel corso di una vita. Questo elemento rende in qualche modo imperfetto qualcosa?

Nonostante tutto, l'essere, se riesce però ad avere giuste conoscenze, sensibilità e intelligenza in equilibrio, il senso critico diventa supporto all'estetica, e in tal modo si saprà sempre dare il reale valore ad ogni cosa. L'estetica volendo, non è mai solo apparenza. 

Essa grazie ad un pensiero e ad una coscienza autonoma ma non per questo emarginata e fuori dalla realtà, può ancora non perdere il suo antico e vero significato, persino nell'arte della propaganda stessa. Ma tuttavia, quando c'è un fine dietro alla bellezza, qualcosa in qualche modo tuttavia si perde.

Tutto nell'estetica dipende da come si vive il rapporto consapevole con i nostri cinque sensi, e dalla capacità che abbiamo di saper in tal modo cogliere sfumature nelle cose della vita agendo con pienezza nel qui e ora. 

È anche in tal modo che l'umano si orienta a ricercare continua qualità e profondità in ogni ambito e oggetto che lo circonda. Il bello dell'arte, del design e della propaganda stessa, sono tutte cose apprezzabili, purché viste con occhi attenti.

Percepire il mondo attraverso la mediazione dei sensi, è l'origine del termine "estetica". In questo mondo, bello e brutto diventano categorie di riferimento fin dagli albori della vita. Pertanto, prima o poi, quel "qualcosa" che appartiene specificamente ad una oggetto, pensiero o intuizione dello spirito, diventa quell'arte che mette in contatto tutto il mondo interiore con quello esteriore. 

Questa è arte pura senza fini più o meno nascosti, è altra cosa, è quella del mondo classico dell'estetica.

In filosofia, quando si trattano temi relativi alla  percezione della bellezza e tutto ciò che essa ha a che vedere con l'uso dei sensi, è pura estetica. In questa area dello studio del pensiero umano, ci si occupa della conoscenza del bello di ogni materializzazione e concettualizzazione del naturale, dell'artistico e ha anche dello scientifico. Essa ingloba sempre il nostro giudizio morale e spirituale.

Meditazione, poesia, capacità di saper osservare le sfumature e le interrelazioni del tutto che é presente nella vita, è estetica. Anche tecnologie e scienza riescono ormai a mostrare l'estetica del mistero del cosmo, delle cellule, degli atomi e ogni cosa dell'infinitesimo piccolo. Basti pensare a come si possono creare tutte le trasmissioni scientifiche per farci vedere anche l'invisibile realtà.



Dall'estetica alla bellezza nella società dei consumi che consuma sempre meno

Quando si parla poi in particolare di bellezza, risulta quantomeno difficoltoso entrare nell'essenza di  tale  termine, senza per questo essere influenzati dal proprio senso e gusto, possiamo dire che la bellezza, si distingue dall'estetica perché più soggettiva e ancor più intima e profonda. 

L'estetica la si condivide, e una volta conosciuta la si può comprendere anche se non riconoscerla del tutto adeguata al proprio gusto e sensibilità; la bellezza è senza mediazione della mente, ed é quanto di più soggettivo, intimo, profondo e viscerale ci possa essere. 

La bellezza è quel dettaglio di qualcosa o qualcuno che si fa notare a causa di vie di comunicazioni misteriose alla ragione. Essa può essere dipendente o meno in piccola o grande parte dal proprio senso estetico. Da sola, può anche folgorare istinto ed emozioni. 

Come fa una bella donna ad esempio, ad innamorarsi di tanti brutti ceffi, e per giunta, per nulla attraenti? Non sempre trattasi di relazioni nevroticamente compatibili. Bello significa tante cose insieme, che si equilibrano in modo personale, dando un senso tutto particolare a ragione ed emozione.

Esiste anche una bellezza oggettiva. Quella è definita come un insieme di qualità rispondenti a dei canoni condivisi. Ma questa, da sola non rappresenta le mille sfumature dell'estetica. Un canone di bellezza solo condiviso, quello si che aiuta a privilegiare superficialità e cultura "dell'omogeneo" inteso nel senso più spregevole del termine.

La bellezza oggettiva è funzione del tempo ed alla propria cultura, tende ad avere vita breve, inganna, e serve per distrarre le masse, portandola a fare discussioni inutili, e a creare orientamenti che servono solo ai mercati delle mode. Essa ha qualcosa di falso. Altrimenti, perché tali canoni cambiano nel tempo e restano validi solo per il periodo indicato?

La bellezza delle stelle, appartiene all'estetica del cosmo che rende sublime il tutto, mostrando equilibrio e piacere dei sensi. Nel cosmo, anche il pauroso buio infinito, armonizza brutto, bello e ogni forma che continuamente muta nel tempo. 

La bellezza senza equilibrio può anche portare facilmente alla vanità. È vero, ad esempio, può anche esserci bellezza negli insegnamenti spirituali. Ma visto che essi hanno il fine di mettere prevalentemente a fuoco "virtù" e "divinità", in questo caso, la bellezza  entrando in contatto anche con verità, complessità, ecc, diventa altro. 

Perché altro? Poiché, richiedendo la bellezza iniziale maggiori approfondimenti intimi, da un certo punto in poi, essa deve avere un collegamento ai sensi più profondo. Maggiore è la profondità, tanto più si comprende che brutto e bello appartengono ad un solo concetto, i nostri sensi entrano tutti in gioco, si va oltre il semplice bello. 

A questo punto occorre dedizione per abbattere il muro dell'ignoranza e la bellezza diventa solo il ponte per portare all'estetica, per poi toccare infine il mondo dell'etica.

Nel contesto moderno, il bello deve essere velocemente riconosciuto, deve durare possibilmente in eterno, e serve per promuovere prodotti, servizi, un'ideologia o un dogma. Oggi non bisogna lasciarsi più ingannare, la nostra cultura la stanno stravolgendo?

Il concetto del "Bello" di Aristotele e Platone che corrispondente al "Vero" è spesso ingannevole. Nei tempi contemporanei dove le tecniche di comunicazione vanno per la maggiore, il bello non è solo vero! Anche nell'arte il bello oggi perde spesso i suoi codici di riferimento. 

Tutto ciò è molto bello, ma talvolta anche vago e troppo incentivo al prodotto. Questo è un eccesso frutto della banalizzazione che ci induce la comunicazione di massa.

Anche in questo caso, la bellezza è legata al gusto, al piacere e allo star bene sia da un punto di vista fisico che spirituale. Ma sempre più nel tempo, una bella mela la scegliamo al supermercato come se la natura fosse un ciclo produttivo industriale. In natura brutte mele, spesso davano ai sensi del gusto e del tatto un valore elevato che portano fino all'interdipendenza della natura.

Non vi è dubbio alcuno, che ciò che si ama appartiene ad un mondo che mette in contatto la persona con il concetto di natura, e di ideale di bello che ha ognuno di sé e di ciò che desidera. Tali concetti bisogna saperli trasmettere trovando il modo di utilizzate sempre tutti i sensi. 

Il mondo delle apparenze però, spesso ingannano e ci fanno dare giudizi superficiali sulle persone, cose, fatti e idee di condivisione di progetti. Qui solo la consapevolezza aiuta l'uomo ad essere libero e ad apprezzare il bello. 

La ricerca del bello, è un valore fino ad arrivare al punto che oggi, sempre di più, le scienze nelle sue diverse aree di approfondimento, iniziano a dire la loro mettendosi al servizio di questo elemento umano importante in ogni razza, tradizione e cultura. 

Ogni uomo cerca la bellezza a modo suo, ogni donna ha un rapporto con la bellezza per sua natura. Tuttavia però, la bellezza di una persona, spesso si limita quasi esclusivamente alla superficie e non si sa più guardare alle bellezze interiori che diventano spesso secondarie, in particolare attraverso i mass media quando si vivono passivamente e senza senso critico attivo.

Sta a noi districarci nella difficile arte di saper trovare un significato alle cose proprie dell'esistenza. La bellezza è ovunque, basta saperla vedere. 

Senza però un concetto di bello in noi, nella vita ogni elemento è come se non avesse più una sua dimensione completa. In tal caso tutto svanisce nel nulla e brutto e vuoto prendono il sopravvento. Vero è anche che, senza conoscere il brutto e il vuoto, non si può apprezzare il bello e il pieno. 

Quando parliamo di consumi raramente poniamo attenzione all'essenza invisibile della bellezza per il beneficio che vi dovrebbe assicurare. Acquistiamo le emozioni momentanee e non ciò che arricchisce corpo e mente nel suo valore essenziale

La vita è un'arte, e questa, senza un'idea di bellezza perde la sua connotazione ed essenza pura.

Desiderio e bisogno, fanno del bello un'idea che pervade e condiziona stili di vita e obiettivi. Il mercato dei consumi non poteva trascurare tali fattori, e infatti questo settore, non a caso oggi occupa una posizione di notevole valore in rapporto alla ricchezza di un Paese economicamente sviluppato e proiettato nel futuro.

In una società complessa, dove i consumi stimolano e valorizzano la gratificazione immediata, essere e benessere vanno di pari passo per raccontare di sé. Si desidera il bello in ogni cosa, in ogni relazione, in ogni oggetto e in ogni persona. 

Viviamo in una cultura che non vuole rinviare in futuro la soddisfazione di un desiderio di essere belli e di possedere tutto ciò che è bello. E a volte questo basta e non dá vero valore alle cose.

Questa visione, è una novità assoluta nella storia contemporanea, e coinvolge sempre più, anche se con sfumature diverse, i più ampi strati sociali. Molti indicatori ci portano da anni a  vivere in una società guidata prevalentemente dall'estetica del consumo nel qui e ora. Oggi nulla può essere più procrastinato. 

Lo spirito dei consumatori, al pari delle industrie del settore che prosperano in tale clima culturale, vanno oltre la qualità che la si dà (purtroppo) teoricamente per scontata. Tutti nel tempo del grigiore, o nel meglio di un'esistenza, cercano il bello e ciò che fa bello le cose della vita. 

La comunicazione d'impresa cavalca con sapienza questo argomento, e parte da un principio "etico" nuovo. Si considerano i consumatori come soggetti da sedurre prevalentemente attraverso l'estetica del messaggio. Tutto si incentra sul semplice coinvolgimento delle emozioni più ancestrali: sangue, sesso, soldi, morte, amore.

Ai fini della bellezza, ogni occasione è giusta per far di tutto al fine di ottenere ciò che si desidera,  ogni rinvio da parte del consumatore è vissuto come un'occasione persa. Oggi bisogna essere sempre all'erta per accogliere la possibilità che si presenta, e per viverla nel migliore dei modi per non essere da meno agli altri, o addirittura, per mostrare di essere migliori di altri.

Possiamo parlare di estetica del consumo sull'etica? Il  mondo nei nostri tempi, vive prevalentemente in base alla sua capacità di provocare sensazioni. Etica ed estetica, vanno sempre all'unisono?

Troppo veloce è stato il tempo ultimamente che ha messo in discussine troppi valori. Abbiamo pertanto bisogno di un'etica nuova nell'estetica. Oggi se si riesce a desiderare e farsi desiderare, persino l'ego si appaga, e questo è un aspetto da gestire con saggezza per non cadere nel brutto. 

È vero che la nostra percezione della realtà è oggi più di tipo estetico e meno consapevole o morale?

Forse bisognerebbe che ricerca delle diverse tipologie di bellezza interiore ed esteriore, estetica ed etica siano sempre più in perfetto equilibrio, sotto la regia della consapevole coscienza di ciò che ci circonda, imparando a vedere la realtà per quella che è.

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